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Commissario Stato impugna norma regionale su proroga contratti lavoro PDF Stampa
Giovedì 28 Novembre 2013 09:55

Il Commissario dello Stato per la Regione Siciliana, Carmelo Aronica, ha impugnato l’articolo 4 del disegno di legge 579-607 stralcio I-623 “Disposizioni finanziarie urgenti per l’anno 2013. Disposizioni varie”, approvato dall’Assemblea regionale siciliana nella seduta del 19 novembre scorso, concernente l’interpretazione autentica dell’articolo 38 della L.R. 9/2013 in materia di proroghe di contratti di lavoro a tempo determinato presso Enti strumentali della Regione (Cefpas, Enti parco, Camere di Commercio e gestioni separate dei soppressi consorzi Asi presso l’Irsap). Secondo il Commissario sarebbero stati violati gli articoli 3, 51, 97, 117, 2° comma lettera l) e 3° comma e 81, 4° comma della Costituzione. La norma infatti, secondo il Commissario dello Stato, “non chiarisce il senso della disposizione preesistente, di per se’ inequivocabile, ma vorrebbe imporre un ampliamento indefinito ed indefinibile della platea dei destinatari della prosecuzione del rapporto di lavoro”, Inoltre, “configura un ingiustificato privilegio in favore di determinati soggetti, di cui si consoliderebbe la condizione di precariato alimentando negli stessi l’aspettativa di una futura stabilizzazione e, quindi, si pone, ad avviso del ricorrente, in evidente contrasto con i precetti posti dagli articoli 3, 51 e 97 della Costituzione in tema di buon andamento ed imparzialita’ della Pubblica Amministrazione e di selezione pubblica in condizione di eguaglianza per l’accesso ai pubblici uffici, nonche’ con il principio generale posto ai fini del coordinamento della finanza pubblica di cui al sopracitato articolo 9, comma 28 del D.L. 78/2010 al quale e’ tenuta ad adeguarsi anche la Regione siciliana, violando cosi’ anche l’articolo 117, 3° comma della Costituzione”.
“Infine – conclude il Commissario Aronica -, la disposizione legislativa in questione, non quantificando l’ammontare della spesa derivante dalla stessa, ne’ tanto meno indicando espressamente le risorse finanziarie con cui provvedere, si pone in evidente contrasto anche con l’articolo 81, 4° comma Costituzione”. (ITALPRESS)



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