Convegno: Realizzazione di un’area “YARD”"Yard Industrial"
La Commissione Sviluppo Economico del Comune di Gela in collaborazione con il Consorzio per l’Area di Sviluppo Industriale di Gela, sono lieti di InvitarVi a partecipare all'incontro che si terrà in data 30 gennaio p.v. alle ore 17,00 presso la sede del Consorzio ASI di Gela, con il seguente tema:
"Progetto preliminare per la realizzazione di un’area “YARD” per la prefabbricazione e l’imbarco di manufatti e grandi dimensioni".
Sicuri di una Vostra partecipazione, cordiali saluti.
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Il Presidente Commissione Sviluppo Economico
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Il Presidente del Consorzio ASI
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Terenziano di Stefano
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Giuseppe Pisano
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Da lunedì in funzione i nuovi ticket sanitari, ed è subito caos in tutta la SiciliaPalermo – Niente più Isee (Situazione economica equivalente) per le prestazioni sanitarie, farmaceutiche e specialistiche in Sicilia. Arrivano, infatti, nuove regole per i ticket, che guardano più al nucleo familiare (che comprende il coniuge non legalmente ed effettivamente separato e le persone a carico per le quali spettano le detrazioni per carichi di famiglia in quanto titolari di un reddito non superiore ad € 2.840,51), all’età, e al reddito (il reddito da considerare si riferisce all’anno 2011), così come, d’altra parte è avvenuto nelle altre regioni d’Italia, ed è subito caos.
I medici infatti non hanno ancora avuto aggiornato il sistema, anche se le nuove disposizioni sono state pubblicate già sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Sicilia ed entrate in vigore gia da lunedì.
Né tantomeno i cittadini, che ne avranno notizia in questi giorni o nei prossimi, potranno presentare le apposite autocertificazioni che ancora non si sa dove sono e dove reperirle. E così, come tutte le cose che avvengono in questa regione rappresenteranno un disagio per gli utenti, tra la consapevolezza, ahimè, di chi dispone l’applicazione della norma, senza prima dare un preventivo lasso di tempo preparatorio.
È comunque prevista una fase transitoria fino al 30 aprile 2012, in cui i soggetti che ritengono di rientrare tra le categorie esentate potranno ricorrere all’autocertificazione apponendo, all'atto della erogazione della prestazione sanitaria, una firma nell'apposito spazio della ricetta (cosa che non sarà più possibile dall'1 maggio).
Gli utenti potranno accertare se il proprio nominativo è contenuto nell'elenco dei soggetti esenti sul Sistema Tessera Sanitaria, richiedendo la verifica al proprio medico di famiglia o pediatra, oppure rivolgendosi al distretto sanitario di appartenenza. Per verificare le condizioni di esenzione del proprio assistito, i medici di famiglia ed i pediatri dovranno utilizzare l'elenco disponibile sul sistema tessera sanitaria (portale Sogei) o richiedere l'elenco degli esenti all'Asp competente.
Gli assistiti che non sono inseriti negli appositi elenchi ma che ritengono di possedere i requisiti per beneficiare dell'esenzione, potranno rivolgersi agli uffici distrettuali dell'Asp muniti della propria tessera sanitaria per rendere una autocertificazione e ricevere il relativo tesserino.
«Il cambiamento delle norme per l’esenzione dal ticket, che ci è stato imposto dal ministero per adeguare la Sicilia al sistema in vigore in tutto il resto d’Italia, provocherà inevitabili disagi all’utenza. È necessario che tutti i soggetti coinvolti in questo cambiamento, dalle aziende sanitarie ai medici di famiglia, facciano uno sforzo organizzativo per limitare i disagi e i disservizi agli utenti ai quali, invece, chiedo un supplemento di pazienza e un atteggiamento di collaborazione».
Questo è quanto dichiarato dall’assessore regionale alla Sanità, Massimo Russo, proprio come sostenevamo, all’indomani dell’entrata in vigore della nuova legge regionale che disciplina l’esenzione dal ticket. Nuove norme, che certamente metteranno in agitazione quanti, soprattutto anziani, in questi giorni faranno ricorso al proprio medico o vorranno richiedere servizi specialistici.
L’assessore Russo, di fatto, ha già emanato, la scorsa settimana, una circolare indirizzata ai manager delle Asp, con la quale ha dato precise disposizioni.
«Va immediatamente potenziato - ha scritto Russo - il numero degli operatori addetti alla ricezione delle autocertificazioni, all’interrogazione del sistema informatico e alla stampa dei certificati provvisori di esenzione, prevedendo anche aperture pomeridiane degli appositi sportelli. Bisognerà predisporre punti informativi, utilizzando anche gli Uffici relazioni per il pubblico, avviare campagne informative utilizzando tutti i canali disponibili e pubblicando sul proprio sito web il foglio informativo che è stato predisposto dall’assessorato».
Un processo che necessità, dunque, vista la scadenza della fase transitoria al 30 aprile, di tempo e di personale e per questo, per aiutare i cittadini ad adeguarsi alle nuove norme, l’assessorato ha anche autorizzato le Asp a stipulare accordi con i CAF, centri di assistenza fiscale delle varie organizzazioni sindacali e di categoria, in modo da rendere più capillare la rete degli sportelli amministrativi.
«Per fronteggiare le inevitabili difficoltà burocratiche che si sono verificate anche nelle altre regioni italiane - ha proseguito Russo - abbiamo previsto una fase transitoria fino al 30 aprile, durante la quale, in attesa del certificato definitivo di esenzione, i soggetti che ritengono di rientrare tra le categorie esentate potranno ricorrere alla autocertificazione apponendo una firma nell’apposito spazio della ricetta all’atto della erogazione della prestazione sanitaria».
Naturalmente, come accade in questi casi, con la fretta e il caos non sono escluso errori. Ma cosa prevede la nuova normativa. In pratica è abolito, dunque, il sistema indicatore Isee (Situazione economica equivalente) e non è cambiato nulla per quanto riguarda le esenzioni per patologia e pertanto chi era esente prima continuerà ad esserlo, per il resto:
• Saranno esentati i soggetti di età inferiore a 6 anni o superiore a 65 anni, appartenenti a un nucleo familiare con reddito complessivo non superiore a 36.151,98 euro (codice E01);
• disoccupati e loro familiari a carico appartenenti a un nucleo familiare con un reddito complessivo inferiore a 8.263,31 euro, incrementato fino a 11.362,05 in presenza del coniuge e di ulteriori 516,46 euro per ogni figlio a carico (E02);
• titolari di assegno sociale (ex pensione) e loro familiari a carico (E03);
• titolari di pensione al minimo di età superiore a 60 anni e loro familiari a carico, appartenenti a un nucleo familiare (nucleo familiare fiscale*) con reddito complessivo a 8.263,31, incrementato fino a 11.362,05 in presenza del coniuge e di ulteriori 516,46 euro per ogni figlio a carico (E04).
Il giornale di Gela
Presentazione bando progetti di ricerca con CnrPalermo, 24 gen. - (Adnkronos) - "Rafforzare l'occupabilita' nel sistema della R&S (ricerca e sviluppo) e la nascita di spin-off di ricerca in Sicilia" e' il titolo del bando che sara' presentato alla stampa giovedi' prossimo, alle 10, nella sala Alessi di Palazzo d'Orleans dall'assessore regionale per l'Istruzione e la Formazione professionale siciliano, Mario Centorrino, e dai vertici del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr). Il bando e' destinato a finanziare progetti di ricerca ad elevato impatto sul territorio siciliano, e si inserisce nell'ambito di una collaborazione tra l'assessorato per l'Istruzione e Formazione professionale della Regione Sicilia e gli enti di ricerca Miur presenti in Sicilia, in particolare gli istituti e le unita' organizzative del Cnr. Alla conferenza stampa parteciperanno il dirigente generale dell'assessorato per l'istruzione e la Formazione professionale, Ludovico Albert, Daniele Malfitana, membro del comitato paritetico Cnr, direttore Ibam-Cnr, Maria Cristina Messa, vice presidente Cnr, Licia Cutroni, project officer Ibam-Cnr, Giovanni Viegi, direttore Ibim-Cnr. All'incontro con i giornalisti sara' presente anche il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo.
L'Architetto Vincenzo Castellana, è il docente del nuovo Master universitario "alta formazione sul design del prodotto"Gela. Un architetto gelese, Vincenzo Castellana, è il docente del nuovo Master universitario per l'alta formazione sul design del prodotto. Le lezioni sul "Out Door Design" che costituiscono la prima iniziativa in Sicilia iniziano oggi dall'ateneo catanese e daranno possibilità per i futuri designer, di formarsi nella propria terra senza raggiungere mete come Milano o altre città del nord.
L'architetto Castellana sarà impegnato nel master come docente di progettazione degli spazi e dei luoghi esterni. Il master universitario comprende diversi workshop, dedicati interamente al progetto nei suoi aspetti tematici, che vedranno la partecipazione di professori qualificati (visiting professor), italiani e stranieri, di fama internazionale con cui i giovani designer potranno misurarsi e confrontarsi.
IlQuotidiano di Gela
Gela, Porto franco ed area franca Gela - A seguito delle proteste degli autotrasportatori,agricoltori e delle altre categorie la Sicilia si è fermata. L'agonia di quasi tutte le piccole e medie imprese siciliane e i diversi licenziamenti in atto da parte delle stesse aziende crea grande sconforto e disperazione nelle famiglia. L'economia in Sicilia si ferma e la politica è interessata alle prossime alleanze politiche,trascurando i problemi di sopravvivenza dei cittadini. La Sicilia e in speciale modo il territorio del comprensorio di Gela si trova al centro dell'area mediterranea confinando a sud con i paesi del Nord Africa mercato ideale per le nostre esportazioni. La Cina e i paesi emergenti pressano per investire in Sicilia e trovati burocrati e imposizioni fiscali da paura.
L'Europa privilegia con esenzioni fiscali e finanziamenti i nuovi ingressi come quelli della Romania,Polonia ,Malta e al nostro territorio nulla viene concesso andando sempre più alla rovina con l'applicazione di nuovi balzelli impositivi. Ci chiediamo :quale pazzo verrebbe mai ad investire a Gela o in Sicilia se tutto si fa solo per imporre nuove tasse e mettere nuovi vincoli sul nostro territorio?
Siamo l'unico sbocco a mare della provincia di Caltanissetta e non abbiamo infrastrutture portuali per ospitare le piccole e grandi navi. Dalla città di Gela passa il gas libico tramite un grande metanodotto e lo stesso non ha creato neanche un posto di lavoro. Allo Stato si versano centinaia di milioni di euro in accise ed imposte e nulla viene investito nel nostro territorio sia in posti di lavoro che in infrastrutture.
Non abbiamo un porto,non abbiamo strade,non abbiamo autostrade,non abbiamo un aeroporto,non abbiamo centri commerciali,non abbiamo un centro ferroviario degno della nostra città,non abbiamo degne reti di comunicazione,non abbiamo risorse da investire nella nostra agricoltura per renderla più efficiente e competitiva sui mercati nazionali e internazionali,siamo fuori dal mondo e dall'economia,abbiamo solo tanta disoccupazione e siamo ridotti alla fame.
Gli unici che fanno business nel nostro territorio sono le aziende di recupero credito,le banche,le assicurazioni e tutti i servizi connessi alle stesse. Abbiamo presentato il progetto Interporto (con annesso un grande centro commerciale) nell'ottobre 2007 al Comune di Gela e da allora tutto tace. Chiediamo che venga istituita nell'area del comprensorio di Gela un'area franca e un porto franco come vi è a Trieste e nessuno risponde. La Zona Franca con annesso un Porto Franco è una zona dove tutto viene importato/esportato,prodotto e commercializzato esente da imposte.Le zone franche servono per far decollare le economie disastrate dato che attira e spinge a grandi investimenti.
Precisiamo che Gela si trova vicino alle rotte ideali del Mediterraneo ,a stretto contatto con il Canale di Sicilia dove passano circa 40.000/50.000 navi all'anno,di queste solo qualche centinaio scala nei porti di Augusta,Catania e Siracusa e nessuna a Gela,visto che il nostro paese non è dotato di un porto e di servizi essenziali ed idonei per i rifornimenti di tali navi.
Le famose autostrade del mare sono convenienti ma a condizione che siano potenziate le infrastrutture portuali/stradali e ferroviarie nel territorio di Gela, ubicazione ideale per una grande area franca e un grande porto. Precisiamo che tutta la Sicilia ne beneficerebbe in termini di produzione e commercio dato che oggi con gli alti costi di produzione delle nostre aziende,dovute a mille imposizioni,alle Multinazionali conviene comprare beni e servizi da aree Comunitarie che beneficiano di grandi agevolazioni fiscali,le quali hanno costi di produzione bassissimi e dove le nostre grande Aziende Multinazionali hanno già de localizzato la loro produzione per guadagnare sempre di più a scapito dei nostri posti di lavoro e delle nostre piccole e medie aziende.
Marco Fasulo-Il Giornale di Gela
L'Italia va incontro a due anni di recessioneL’Italia si affaccia a due anni di recessione, lo segnala il Fondo Monetario Internazionale tagliando le stime di crescita globali. “La ripresa mondiale è in stallo”, scrive il FMI spiegando che la minaccia principale viene dalle “crescenti tensioni nell’area dell’euro”. Per l’Italia in particolare il FMI prevede un calo del PIL del 2,2% nel 2012 e dello 0,6% nel 2013.
L'economia italiana in recessione nel 2012 e 2013. Secondo le ultime stime del Fmi, il Pil subirà un calo del 2,2% quest'anno e dello 0,6% il prossimo. Si tratta di un taglio di 2,5 punti percentuali per il 2012 e di 1,1 punti per il 2013 rispetto alle previsioni di settembre scorso. Lo scenario globale del resto non è incoraggiante. "La ripresa mondiale è in stallo"
ed è "minacciata dalle crescenti tensioni nell'area euro e da altre fragilità", scrivono gli economisti del fondo monetario nella bozza del World Economic Outlook. Il Pil mondiale salirà del 3,3% nel 2012 (-0,7 punti sulle precedenti stime) e del 4% nel 2013 (-0,5). Il prezzo del petrolio si manterrà elevato intorno ai 100 dollari al barile
Il Fondo monetario per tenere a galla i Paesi europei chiede un impegno in prima linea alla Banca centrale europea. "La politica monetaria della Bce deve essere molto accomodante. Dovrebbe continuare a fornire liquidità ed essere pienamente
impegnata a acquistare titoli per aiutare a mantenere fiducia nell'euro". Per far fronte all'attuale crisi, l'unica soluzione risiede, secondo l'Fmi, in "un'azione politica decisa e coerente": Nello specifico il Fondo spiega che "le preoccupazioni per le perdite del settore bancario e per la sostenibilità dei bilanci pubblici hanno ampliato gli spread sui titoli di stato per molti Paesi dell'area euro, che hanno raggiunto livelli mai visti dall'avvio della Unione economica e monetaria". Il Fmi ricorda che la Bce è intervenuta con operazioni di rifinanziamento del mercato. Ma le condizioni del credito bancario si sono deteriorate in diverse economie avanzate. I flussi di capitale verso i paesi emergenti, sottolinea ancora il Fondo Monetario, sono diminuiti drasticamente e i mercati valutari sono stati volatili.
Profondo rosso per l'economia italiana nel prossimo biennio. Sullo sfondo una ripresa globale in stallo, frenata soprattutto dalla crisi di Eurolandia, l'Italia si prepara ad andare incontro a due anni di recessione nel 2012 e nel 2013. La doccia fredda arriva dal Fondo Monetario Internazionale che nel rimettere mano come di consueto alle proprie previsioni ha dato una generale sforbiciata alle stime di crescita di tutto il mondo. Nell'ultimo update al World Economic Outlook che l'Ansa e' in grado di anticipare prima della sua diffusione ufficiale martedi' prossimo, il Fmi individua nell'area dell'euro il principale malato che contagia e fa vacillare un po' tutte le economie internazionali.
Con l'Italia soffrirà l'intera Eurozona. L'area dell'euro "andrà in una lieve recessione nel 2012 come risultato del rialzo dei redimenti dei titoli di Stato, degli effetti della diminuzione del credito all'economia reale e dell'impatto delle ulteriori misure di consolidamento fiscale". Tra i grandi partner, il Pil della Germania salirà dello 0,3% nel 2012 e dell'1,5% nel 2013, quello della Francia dello 0,2% e dell'1%, mentre per la Spagna è atteso un -1,7% e -0,3%.
''La ripresa globale e' minacciata dalle crescenti tensioni nell'area dell'euro'', considerata come la ''principale ragione'' del deterioramento delle prospettive economiche. E ad essa si affiancano e si intrecciano ''le fragilita' finanziarie altrove''. Il Fondo avverte dunque che i rischi al ribasso hanno subito un'escalation. Cosi' gli economisti di Washington sono stati costretti a dare un taglio netto a tutte le statistiche e questo in gran parte perche' ''ci si aspetta che l'economia dell'euro area finira' in una lieve recessione nel 2012''. E cio' come risultato del rialzo dei rendimenti dei titoli di stato, della diminuzione del credito bancario all'economia reale e dell'impatto delle nuove misure di consolidamento fiscale. I numeri del resto parlano chiaro. La crescita mondiale sara' di appena il 3,3% quest'anno e del 4% il prossimo, con una revisione al ribasso, rispettivamente, di 0,7 e 0,5 punti percentuali. Per tutta l'area della moneta unica, invece, e' atteso un calo del Pil pari allo 0,5% nel 2012, con una revisione al ribasso di 1,6 punti percentuali. La crescita tornera' invece nel 2013, ma sara' di appena lo 0,8%. Ben peggiore sara' pero' la situazione italiana. Per quest'anno la contrazione del Pil superera' addirittura il 2% attestandosi al 2,2%, con un taglio di ben 2 punti e mezzo rispetto alle stime di settembre scorso. E il segno piu' non riuscira' a tornare nemmeno nel 2013, quando il Pil subira' un calo dello 0,3%. La frenata non risparmiera' peraltro neppure il gruppo degli emergenti, che negli ultimi tempi ha rappresentato il vero motore dell'economia globale. ''Anche la crescita dei paesi emergenti e in via di sviluppo - si legge infatti nel documento del Fmi - rallentera' a causa del peggioramento dell'ambiente economico esterno e dell'indebolimento della domanda interna''. Il Fondo suggerisce quindi alcuni ''requisiti essenziali'' per far fronte alla difficile situazione attuale. ''La piu' immediata sfida politica - afferma - e' di ristabilire la fiducia e di mettere fine alla crisi dell'area euro sostenendo la crescita'', garantendo al tempo stesso aggiustamenti di bilancio sostenibili, il contenimento della restrizione del credito bancario e fornendo piu' liquidita', grazie anche ad una politiva monetaria piu' accomodante.
Entro marzo le aziende italiane dovrebbero assumere circa 152.000 persone ma le nuove entrate saranno a fronte di 227.000 uscite con un saldo negativo di 75.000 unità. E' quanto prevede il sistema informativo Excelsior di UnioNcamere e ministero del Lavoro. Il calo occupazionale previsto nel trimestre è dello 0,7%
Da questa mattina - secondo quanto apprende - la Guardia di Finanza sta compiendo verifiche nella sede milanese nell'agenzia di rating Standard & Poor's. Gli accertamenti sono stati disposti dalla Procura della Repubblica di Trani
Piazza Affari prosegue in cauto rialzo nei primi scambi. Il Ftse Mib sale dello 0,33% a 15.328 punti e il Ftse All Share dello 0,43% a 16.174 punti. Riprende quota Unipol (+2,97%) impegnata nel salvataggio di FonSai (+0,88%) e alla vigilia appesantita da un possibile taglio del rating ventilato da S&P sul gruppo dei Ligresti.
Bene tra i bancari Bpm (+2,18%), Intesa SanPaolo (+1,64%) e Mps (+1,85%). Rialzo del 1% per Unicredit con i diritti che guadagnano il 2,5%. Sul resto del listino principale si mostra pesante Snam Rg (-2,72%) e sono deboli anche Atlantia (-1,13%) , Pirelli (-0,64%). Poco sopra la parita' Fiat (+0,14%).
La Borsa di Londra apre poco mossa. L'indice Ftse-100 segna +0,12% a 5.709,98 punti. Avvio in rialzo per la Borsa di Francoforte. L'indice Dax sale dello 0,36% a 6.377,24 punti. Avvio di contrattazioni in rialzo per la Borsa di Parigi. L'indice Cac 40 guadagna lo 0,60% a 3.284,16 punti.
Il premio di rendimento pagato dai Btp decennali italiani su quelli tedeschi e' in calo a 457 punti base. Giu' anche lo 'spread' francese (134), mentre il Portogallo viaggia a 1.271 e la Spagna a 342.